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Pellet

Per sostenere gli obiettivi dell’Unione Europea nell’ambito del raggiungimento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili del 20% entro il 2020, dall’anno 2013 la Ceresa S.p.A. ha introdotto tra i propri prodotti anche il pellet.

Per produrre il pellet la biomassa legnosa viene trasformata in piccoli cilindri pressati e confezionati in sacchi da 15 kg. Il grande interesse che sta suscitando il pellet risiede sia nell’economicità del prodotto, sia nell’elevato grado di automazione degli impianti che ne avvicina le modalità di impiego a quelli alimentati a metano.

Seguendo i propri valori improntati sulla qualità, Ceresa S.p.A. ha deciso di commercializzare solo pellet con certificazione Europea UNI EN 14961-2, che stabilisce le caratteristiche merceologiche del pellet.

La certificazione garantisce la tracciabilità e la trasparenza su tutta la filiera del pellet, partendo dal controllo della biomassa legnosa d’origine, passando per la verifica del sistema produttivo sino alla commercializzazione.

I pellet di abete, larice e pino scelti da Ceresa S.p.A. garantiscono rese di alta qualità con elevato potere calorico e ridotti residui di cenere, ideali per alte prestazioni degli impianti e basse emissioni in atmosfera.

Inoltre Ceresa S.p.A. propone ai propri clienti un servizio logistico completo, che permette di consegnare fino a 8 ton. di prodotto contemporaneamente.

Pellet: FAQ

Ecco le domande più frequenti intorno al pellet e le relative risposte.
Avete una domanda e non la trovate nella lista? Contattate il nostro esperto!

CHE COS’E’ IL PELLET?

Il pellet è un combustibile densificato, di forma cilindrica, derivante da un processo industriale di trasformazione della biomassa legnosa in piccoli cilindri di dimensioni variabili (diametro da 6 a 8 mm, lunghezza da 10 a 30 mm).

CHE DIFFUSIONE HA IL PELLET IN ITALIA?

L’Italia è il principale mercato europeo per impiego domestico di pellet, forte di oltre 1,5 milioni di famiglie che lo scelgono come combustibile primario o secondario per le loro abitazioni.

A COSA SI DEVE IL SUCCESSO DEL PELLET?

Il grande interesse nei confronti del pellet risiede nel fatto che tale combustibile permette un elevato grado di automazione degli apparecchi e/o impianti, che ne avvicina le modalità d’impiego a quelli alimentati da gas naturale, gasolio o GPL.
L’accensione o regolazione dell’impianto di riscaldamento è facilmente controllabile e programmabile a distanza.

IL PELLET PERMETTE DI RISPARMIARE SULLE SPESE DI RISCALDAMENTO?

Si, in quanto il prodotto è più economico rispetto a metano, gasolio e GpL, e permette di raggiungere risparmi del 30-40% sulla spesa a parità di potenza calorifica.

COME POSSO CALCOLARE IL MIO CONSUMO ANNUO DI PELLET?

Per fare una proporzione con gasolio e metano, 1 kg di pellet equivale a circa 0,46 litri di gasolio e 0,49 mc di metano.

QUAL’E’ LA PROVENIENZA DEL PELLET REPERIBILE IN ITALIA?

Il pellet che si trova nei negozi o presso i rivenditori proviene per il 32% dall’Austria, il 26% dai paesi dell’est Europa, il 19% da paesi extra-europei, il 13% dalla Germania, il 5% dalla Francia ed infine l’1% dal Canada.

ESISTONO CERTIFICAZIONI DELLA QUALITA’ DEL PELLET?

Nel 2011 è stata pubblicata la norma europea, la UNI EN 14961-2, che definisce le caratteristiche di qualità del pellet, in sostituzione delle norme nazionali esistenti.

Tale norma introduce tre classi di qualità: la A1, che corrisponde alla qualità di prodotto più elevata, la A2 e la B, che certificano un prodotto di qualità inferiore destinato a grandi impianti di combustione per uso commerciale o industriale.

E’ bene specificare inoltre che tale certificazione non è una semplice attestazione volontaria di qualità del prodotto, bensì una certificazione di sistema, che esamina quindi tutta la filiera produttiva dalla produzione fino alla consegna al consumatore finale, garantendo così la tracciabilità e trasparenza del prodotto.

PERCHE’ LA CERTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E’IMPORTANTE?

La certificazione garantisce che la biomassa d’origine sia di provenienza naturale, ed assicura elevati standard di qualità riguardanti ad esempio la quantità di cenere prodotta e la potenza calorifica del prodotto.

COME VIENE COMMERCIALIZZATO IL PRODOTTO?

Il pellet viene commercializzato al dettaglio in sacchi da 15 Kg.
Per quantitativi maggiori, il prodotto viene trasportato e venduto in bancali composti generalmente da 65-75 sacchi.
Altre tipologie di commercializzazione sono la vendita in big bag da 500-1000 kg oppure la vendita di prodotto sfuso mediante autobotte.

IN CHE PERIODO DELL’ANNO COSTA MENO ACQUISTARE IL PELLET?

Da un punto di vista economico è conveniente acquistare il pellet nel periodo pre-stagionale, perché è il periodo dell’anno in cui si possono ottenere più facilmente condizioni speciali e sconti.

LA QUALITA’ DEL PELLET IN VENDITA E’ COSTANTE NEL CORSO DELL’ANNO?

Lo stesso prodotto (stessa marca e tipologia), è migliore se acquistato in estate e autunno perché la produzione è effettuata nei mesi caldi e quindi la quantità d’umidità della biomassa d’origine è inferiore.

CHE IMPORTANZA HA LA POTENZA CALORIFICA DEL PELLET?

Un pellet con alte prestazioni caloriche riscalda maggiormente, ma è anche generalmente più costoso.
Per fare un esempio, un pellet venduto a 4,00 euro con una potenza calorifica di 4,5 kw/kg é equivalente (in termini di spesa) ad un prodotto venduto a 4,44 euro con una potenza calorifica di 5 kw/kg.

CHE RILEVANZA HA IL LIVELLO DI PRODUZIONE CENERE?

Un pellet con bassa produzione di cenere permette di dedicare meno tempo alla manutenzione della stufa/caldaia. Utilizzando un pellet con un tasso di produzione cenere pari all’ 1%, si avranno 150 g di cenere per sacco da 15 kg mentre un prodotto con un tasso di residuo dello 0,3% produrrà solo 50 g di cenere e consentirà quindi di occuparsi con minore frequenza alla pulizia e manutenzione dell’impianto.

E’ VERO CHE IL PELLET CHIARO E’ QUALITATIVAMENTE SUPERIORE A QUELLO SCURO?

Contrariamente a quanto si crede, il pellet chiaro non è necessariamente migliore di quello scuro. Il motivo per cui storicamente i consumatori preferiscono il pellet chiaro è che il primo prodotto ad arrivare in Italia è stato il pellet austriaco, caratterizzato da una colorazione chiara perché prodotto a partire dall’abete. Facile da accendere e poco problematico anche con le stufe più economiche, il pellet austriaco si è presto imposto nelle preferenze degli utilizzatori, a discapito di altri prodotti pari per rendimento e qualità ma realizzati con altri tipi di legno, spesso più scuro. Per avere un altro esempio di come legno scuro non sia sinonimo di bassa qualità, basti dire che il processo produttivo di cubettatura ad alta pressione, fondamentale per i prodotti di alta qualità, comporta elevate temperature che tendono a scurire il pellet in superficie